My countdown.

Manca un mese al primo giorno di primavera. Al MIO giorno di primavera.

Sarà l’espressione del mio viso (sono un’attrice, ahimè, mancata) o i movimenti del mio corpo, la mia gestualità a tradirmi. Forse sarà che alla gente piace impicciarsi facendo affermazioni sulla tua vita, quando nemmeno tu stessa sai darti una risposta. Da qualche settimana a questa parte queste dichiarazioni sono aumentate.

Ho imparato (da poco, lo ammetto) a smettere di dar troppo peso alle parole degli altri. Anche e soprattutto delle persone a me care. Non perché disprezzo i loro consigli, rifiuto il loro amore o perché non le reputo critiche intelligenti; ma perché nessuno può sapere cosa voglio se non io stessa. Punto. Stop.

La frase ricorrente non è tanto: “Allora? Emozionata? Come ti senti?!”

Ma queste: “Poi quando torni…”, “Tanto torni”, o il “Tanto stai solo sei mesi… poi torni”.

Prima subentra lo stupore con scatto millimetrico indietro della mia testa, poi scatta il mio sopracciglio destro, poi scatterebbe una parola decisamente poco carina. Invece, non so come, forse è la tanto agognata maturità che mi ha finalmente colpito? Bhò! Sta di fatto che rimango in silenzio. Parlerà ancora la mia faccia? Probabile. Accenno, suppongo, un ghigno, perché di solito la persona che mi ha detto ciò o cambia argomento o mi ridomanda, perché evidentemente l’alzata di sopracciglio non è bastata come risposta: “…torni vero?”.

Della serie: vai, fai questa esperienza e poi torna. Sisi, cara mia, credici!

Mi sono fatta una piccola promessa: restare là (o dovunque il vento mi porterà) finché IO lo reputo necessario.

Detto così sembra che abbia degli amici idioti. Ovviamente mi vorrebbero qui perché ci tengono a me, come io tengo a loro. Come loro sentiranno la mia mancanza, sono sicura che scapperà qualche piantarello anche a me, di tanto in tanto.

Però carissimi, alla fine della fiera, so di avere più bisogno di me. Quindi…

Che poi a dirla tutta in casa mia si parla pochissimo della partenza. Nel senso che il discorso lo devo tirare fuori io, perché se aspetto loro mi ritrovo dall’altra parte del pianeta senza aver condiviso un bel niente di niente. Se prima ero sconvolta, poi triste, poi delusa poi la consapevolezza è sopraggiunta: loro hanno capito. Grazie. Sono preoccupati, angosciati, impensieriti, ma cazzo ho 29 anni, non ho mai dato loro reali situazioni di emergenza da gestire. Direi una un anno e mezzo fa, ma praticamente era un momento della mia vita dove non potevo e non volevo vedere.

Si fidano, vogliono il meglio per me. Non mi hanno mai detto: “Tanto torni”, “… poi torni”, “Devi tornare!”. Come non hanno mai detto: “Resta là”, “Sicuramente non ti vedremo più per anni”, “Certo che potevi trovare qualcosa di un po’ più vicino”.

Non hanno mai accennato a tutto ciò, non si danno limiti, non mi danno limiti.

Loro mi lasciano libera. Libera di vivere, di sperimentare, di essere.

Ovviamente so che mi vorrebbero vicino, ma non sono così superficiali ed egoisti da impormelo mettendomi più ansia del necessario, più aspettativa, più stress, più peso sul cuore di quanto non ne abbia già.

Quindi grazie a chi mi rispetta, a chi mi rende libera, a chi mi augura sinceramente di trovare quello che sto cercando.

Didone

Foto: Pinterest.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. milly92c ha detto:

    Ciao “Didone”, scelta affascinante del nome 😉 ho da poco ripreso in mano il blog dopo un lungo periodo di assenza, casualmente ho visto che ci sei bazzicata meanwhile, così la curiosità mi ha portato a sbirciare il tuo. Che dire se non che potresti essere il mio doppione su questa terra?? XD fantastico…. leggo che c’è un’imminente partenza….. io “purtroppo” sono dovuta tornare con i piedi per terra… ma credo che sia stata una delle esperienze più belle della vita partire, scoprire il mondo, scoprire se stessi, esplorare… senza una meta e senza una data di ritorno. Ora sul serio, per quanto la mia vita abbia preso una piega felice, non è la stessa botta di vita di quando stavo via. spesso mi manca molto. In bocca al lupo, e se mai ti andranno due chiacchiere sai dove trovarmi 😀

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    1. Didone ha detto:

      Ciao Milly! 🙂 Ci sarebbe tutta una storia dietro alla scelta del nickname della regina di Cartagine. Sicuramente non per vanagloria, visto poi la fine che fa… -_- Intanto grazie per aver letto un mio “articolo”, mi ha fatto piacere. Dopo andrò a ricambiare il favore.

      Sisi, tra pochissimo parto. Non vedo l’ora. Lo sogno da molto, ed ora è giunto il momento. Molti mi dicono che sono coraggiosa, ma secondo me non è tanto il coraggio a spingermi, ma la consapevolezza e la ricerca di un qualcosa al di là della comfort zone. Della serie: me la vado a cavare da sola in un posto sperduto al di là dell’Oceano (sarebbe troppo facile se fosse ad un’ora di aereo), che mi piace da morire, dove peraltro affinerò il mio inglese. Anche tu quindi hai vissuto un’esperienza simile, ma come mai dici “purtroppo”? Non conosco i retroscena ovviamente, e so che qualsiasi tipo di scelta ne sacrifica delle altre, ma sono sicura che porterai con te quell’esperienza per sempre. Io non so cosa ne sarà di me al momento del rientro, se poi ci sarà un rientro effettivo proprio in Italia.

      Mi farà sicuramente piacere avere ulteriori scambi d’idee e pensieri con te 🙂

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